Oggi 21 marzo è il compleanno di Timothy Dalton, uno degli attori più affascinanti (e forse anche uno dei più sottovalutati) della sua generazione. Con una carriera che spazia dal teatro al cinema, Dalton è meglio conosciuto per aver interpretato il leggendario James Bond in due dei capitoli più intensi della saga. Scopriamo di più del tanto amato 007.

Le origini teatrali e i primi passi nel cinema
Nato a Colwyn Bay, in Galles, il 21 marzo 1946. Timothy Dalton si è formato come attore teatrale, studiando alla prestigiosa Royal Academy of Dramatic Art (RADA). Il suo debutto sul grande schermo avviene nel 1968 con il film The Lion in Winter, ma è con la sua interpretazione in Cime Tempestose (1970) che Dalton comincia a farsi notare a livello internazionale. Il suo ruolo di Heathcliff nell’adattamento del celebre romanzo di Emily Brontë – un uomo tormentato dal destino e dall’amore non corrisposto – dimostra subito la sua capacità di interpretare personaggi complessi e psicologicamente intensi.
James Bond: un 007 più oscuro e realistico
Nel 1987, Timothy Dalton entra nella storia del cinema come il quarto James Bond, succedendo a Roger Moore. Con due film, 007 – Zona Pericolo (1987) e 007 – Vendetta Privata (1989), Dalton porta una nuova visione al personaggio. La sua versione di James Bond si discosta decisamente dall’immagine più frivola e ironica di Moore, dando spazio a un protagonista più cupo e realistico, un agente segreto che porta con sé il peso delle sue azioni e le difficoltà di un mondo sempre più pericoloso. Il Bond interpretato da Dalton è spesso alle prese con dilemmi morali e scelte difficili. È un uomo che non si limita a fare il suo lavoro, ma che riflette sulle conseguenze delle sue azioni. Questo approccio più realistico lo rende un 007 più umano e comprensibile, lontano dalla figura di eroe infallibile che gli spettatori avevano visto nei film precedenti. Tuttavia, il Bond di Dalton non ha incontrato lo stesso successo commerciale dei film precedenti, probabilmente a causa del contrasto tra la sua interpretazione più “seria” e l’idea di Bond come icona di intrattenimento leggero.
I vari volti dell’agente 007
Il personaggio di James Bond è stato interpretato da sei attori principali nel corso dei decenni, e ognuno di essi ha contribuito a creare una versione unica dell’iconico agente segreto.
Sean Connery (1962-1967 e 1971), il primo James Bond sul grande schermo, è senza dubbio l’interprete più leggendario, definendo il modello di Bond per le generazioni successive con il suo carisma, la sua disinvoltura e il suo umorismo tagliente.
George Lazenby, noto per un singolo film nel 1969, ha portato una versione più vulnerabile e romantica di Bond, ma il suo contributo non è bastato per ottenere un posto stabile nella saga.
Con Roger Moore (1973-1985), Bond assume un tono più frivolo e ironico. Moore è stato il volto del personaggio per ben sette film, regalando al pubblico un Bond più sorridente, sofisticato e, talvolta, più leggero.
Quando è arrivato Timothy Dalton (1987-1989), la saga ha subito una svolta. Dalton ha gettato le basi per il Bond moderno, che sarebbe stato ripreso poi da Pierce Brosnan (1995-2002). Brosnan ha trovato un equilibrio tra l’aspetto carismatico e quello drammatico del personaggio, portando l’agente 007 nel nuovo millennio con una serie di film che hanno ottenuto grande successo.
Infine, Daniel Craig (2006-2021) ha reinterpretato Bond in maniera radicale, con un personaggio più vulnerabile e psicologicamente complesso. Il James Bond di questi anni è caratterizzato da un’intensità emotiva che lo ha reso uno dei 007 più apprezzati dai fan e critica. Per concludere, possiamo dire che il mito di James Bond ha continuato (e continua) ad evolversi, mantenendo il suo fascino come immortale, indipendentemente da chi lo interpreti.
